Progetto SATIS “Sistema Antitratta Toscano Interventi Sociali”

15 Novembre 2017  Stazione Leopolda di Pisa
presentazione di SATIS, il progetto della Sds di Pisa contro la tratta e lo sfruttamento.

Quasi 200mila euro per aiutare le donne a liberarsi dallo sfruttamento. E’ questa la cifra ottenuta dal territorio pisano all’interno del progetto Satis (Sistema antitratta toscano intervento sociale), l’iniziativa regionale per favorire l’emersione e il sostegno alle vittime di sfruttamento. Un investimento complessivo da 1,5 milioni di euro, finanziato quasi totalmente dal dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, per un intervento che mette insieme 43 diversi soggetti del territorio (28 dei quali pubblici e quindici del terzo settore), copre tutta la Toscana ed guidato dalla Società della Salute della Zona Pisana.

“Il finanziamento – spiega la presidente della Sds di Pisa, Sandra Capuzzi – consentirà di potenziare alcuni servizi che già oggi erano presenti sul nostro territorio, consentendoci di porre ancora più attenzione ad un fenomeno che purtroppo continua ad essere in crescita”. Il programma di interventi è stato presentato questa mattina, martedì 18 ottobre, sul Ponte di Mezzo, in occasione della Decima giornata europea contro la tratta degli esseri umani. In contemporanea con altre 27 città italiane sono anche stati liberati in cielo dei palloncini colorati “il segno scelto – ha proseguito la Capuzzi – per raccontare una tragedia dai contorni troppo spesso sfuggenti”.


Il progetto prevede il potenziamento di un numero verde regionale antitratta (800.186086) gratuito e attivo 24 ore al giorno con funzione di ascolto e presa in carico delle vittime, delle attività svolte dalle due strutture d’accoglienza protetta di Pisa e della Valdera, e dello sportello d’ascolto e d’orientamento dell’associazione Donne in Movimento (che si trova a Pisa, in via Possenti, ed è aperto il martedì e il venerdì dalle 9 alle 12).

“Ma non è tutto – prosegue la presidente della Sds di Pisa – ‘Satis’ assicura infatti anche protezione immediata e primo supporto in caso di necessità di fuga, e assistenza socio-sanitaria, psicologica e legale nel medio periodo, con particolare riferimento alle situazioni dei minori stranieri non accompagnati. In più attività mirate all’ottenimento del permesso di soggiorno, percorsi formativi (sia di alfabetizzazione linguistica che di orientamento al lavoro) e supporto al lavoro delle commissioni territoriali per il riconoscimento del diritto d’asilo, con riferimento a quelle situazioni che sembrano configurarsi come casi di tratta e sfruttamento”.

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