AZIONI DI PRIMO CONTATTO

Le unità di strada a sostegno delle vittime di tratta e di sfruttamento nascono dalla necessità di avvicinare ed entrare in relazione con utenze che difficilmente si rivolgerebbero ai servizi di un territorio e di conseguenza, difficilmente intraprenderebbero percorsi di cambiamento. In particolare, le unità mobili hanno maturato un'esperienza significativa lavorando con le persone costrette a prostituirsi.

È possibile descrivere sinteticamente la metodologia di lavoro utilizzata dagli Operatori di Strada come un complesso di azioni che hanno come finalità principale quella di tutelare e preservare la salute dell'utenza e della cittadinanza in generale. Il concetto di tutela della salute viene trattato dagli operatori come un possibile percorso di cambiamento da parte dell'utenza che si trova costretta a perpetuare attività a rischio. Ad esempio, con le persone obbligate a prostituirsi viene svolta un'intensa attività informativa sui rischi correlati alla tale attività, sugli atteggiamenti corretti da tenere e sugli strumenti da usare per prevenire infezioni pericolose per se stessi e per la cittadinanza (ad esempio, Malattie Trasmissibili Sessualmente) e situazioni difficili da sostenere (ad esempio, stati di gravidanza o interruzioni di gravidanza clandestine).

Dato che tra gli obiettivi principali del progetto vi è la prevenzione sanitaria e la riduzione del danno, si possono considerare destinatari indiretti tutti i clienti delle persone dedite ad attività di prostituzione.

Un’ulteriore e importante finalità è quella di informare l'utenza al fine di:

  • indirizzare le persone verso percorsi di affrancamento dalle condizioni di sfruttamento e di avviamento ai percorsi di accoglienza ad hoc;
  • offrire informazioni relativamente alla legislazione sull'immigrazione e sui servizi presenti sul territorio (sanitari, amministrativi, legali) e relativamente al Sistema Integrato di servizi a sostegno delle vittime di tratta e di sfruttamento (progetto SATIS).

dettaglio dei dati del semestre settembre 2016 -  febbraio 2017

 

LA RIDUZIONE DEL DANNO

La filosofia della riduzione del danno, concede all’operatore la possibilità di partire dal riconoscimento della libertà personale, puntando alla presa di coscienza delle scelte dell’utente, e dall'assunzione di comportamenti che possano ridurre i rischi legati all’attività di prostituzione. La promozione di servizi a bassa soglia in questo senso è una precisa scelta di campo, così come quella di modelli di intervento flessibili, che si adattino all'utenza e non viceversa.
La metodologia di base sta nel portare il servizio in strada, accettando il setting delle persone che si intende raggiungere e soprattutto, tenendo presente che queste persone possono non essere in grado di agire una scelta di cambiamento delle proprie condizioni di vita.